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BICI DA CORSA

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LA BICICLETTA DA CORSA
La bicicletta: sembra che sia l'unica invenzione, capace di moltiplicare realmente le energie del corpo umano.
E per questa ed altre ragioni è sicuramente un oggetto meraviglioso e degno della nostra ammirazione. Dalla rivoluzione della "mountain bike" le categorie di biciclette presenti sul mercato si sono progressivamente moltiplicate secondo le diverse sfumature dovute alla loro destinazione d'uso.
Non si tratta di esagerazioni commerciali ma di una vera e propria evoluzione del concetto di bici che sta dando risultati veramente eccezionali.
Bici da città = City bike,
Bici da sentiero = Trekking
Bici escursioni = All terrain
Bici classica = Olandese
Bici americana = Cruiser
Bici tuttofare = Ibrida
E non abbiamo finito, infatti questi sono solo dei generi di massima, ma all'interno di essi ogni modello può differire molto a seconda del tipo di telaio, di cambio, di sospensioni e persino di freni. Puoi pensare che sia superfluo conoscerle.
Ma se usi la tua bicicletta più di una mezz'ora al giorno... beh allora ti converrà scegliere quella giusta per te. Se il modello che hai non va bene per le tue esigenze te ne accorgerai in poco tempo e capirai il perché di tante differenze.
In questa pagina ci occuperemo della vecchia cara bicicletta da corsa che ha subito enormi miglioramenti negli ultimi anni, ma che forse è quella che, grazie alla sua struttura estremamente essenziale, è rimasta abbastanza simile a se stessa.
LA BICI DA CORSA

La bici da corsa è costruita per essere il più possibile aerodinamica e leggera. Le misure e le distanze tra sella, manubrio e pedali sono studiate per far esprimere al massimo la potenza della pedalata. Ma per questi ed altri motivi, stabilità e sicurezza non sono il suo forte.
Le ruote sono sottilissime per creare meno attrito, ma trasmettono forti vibrazioni e sul bagnato divengono poco affidabili; il manubrio concepito per dare una forma aerodinamica al ciclista, non risulta facilissimo da manovrare, l'altezza da terra non rende agevole appoggiare i piedi in caso di fermata e gli "attacchi" collegano il ciclista ai pedali rendendo scomoda ogni fermata.
Tutto questo rende questo tipo di bici un mezzo meraviglioso per coprire lunghe distanze, ma non sempre adatto a persone inesperte che vogliono usarla in modo rilassato. Ma se si viaggia su strada, con impegno e per molto tempo, tutti questi particolari accorgimenti diverranno provvidenziali. E la difficile posizione raccolta, che all'inizio sembra ostica e scomoda, diventerà per incanto la più adatta e ideale, addirittura riposante!

1) PIANURA

L'andatura da pianura si può riassumere nella figura sopra. Il manubrio impugnato in basso, la schiena moderatamente curva e gli occhi rivolti alla strada.
Aderente al sellino con la pedalata fluida che dovrebbe seguire l'andamento rotatorio e limitare più possibili i movimenti alternati e sussultori.

2) LEGGERA SALITA

Nella salita leggera si preferisce l'impugnatura superiore sul tubo trasversale del manubrio.
La posizione è più eretta e sebbene si mantenga la tendenza al moto rotatorio, è indispensabile una azione alternata delle gambe verso il basso che eserciti uno sforzo maggiore in direzione della gravità.
A volte si giunge ad un dondolamento limitato del tronco.

BICI PER TUTTI?

Il ciclismo è un'attività per molti versi ideale, e la sua diffusione non ha mai avuto battute d'arresto. Andare in bicicletta infatti permette di allenare le gambe e di fare una efficacissima routine aerobica, senza porre sotto stress le articolazioni con salti, e impatti col terreno, che sono indispensabili nella corsa e nelle lezioni musicali.
L'allenamento della funzionalità cardiopolmonare è evidentissimo e il fatto che ci si sposti con una certa velocità implica un rapporto con l'ambiente e con la natura sempre vario e incoraggiante.
Vi sono controindicazioni? Poche... In alcuni casi di dolore lombare, il movimento della bici risulta inadatto; e per alcuni soggetti la curvatura della colonna vertebrale e del collo porta a tensioni poco salutari.
Per coloro che hanno invece ginocchia e caviglie deboli, la riabilitazione con la bici è quasi sempre una manna dal cielo. Precauzioni? In inverno, copritevi molto bene con indumenti antivento.

3) SALITA FORTE

Quando la forza muscolare esercitata dalle gambe non è più sufficiente a spingere la bicicletta a causa della pendenza eccessiva si cambia totalmente andatura e tecnica.
Si parla allora di andatura "sui pedali" o "in piedi". In questo tipo di andatura ad aiutare la pedalata è il peso corporeo che viene alternativamente caricato su uno e sull'altro pedale, aumentando la spinta. Nei casi di pendenze elevatissime anche le braccia hanno il loro ruolo; facendo rollare la bicicletta da destra a sinistra incrementano ulteriormente l'azione.
E' chiaro che per rendere fluida una pedalata così articolata ci vuole un po' di esperienza, ma spesso è l'unico modo per superare pendenze molto forti e imparare la tecnica diviene indispensabile.

4) DISCESA

La prima raccomandazione in caso di discesa e di non imitare le posture di battaglia dei grandi fuoriclasse. Seduta arretrata e gomiti sotto le ginocchia sono posizioni da gara, giustificate dal valore della competizione e dalla grande esperienza dei campioni.
Ma queste posizioni ripetute su una normale strada sono pericolose, perché diminuiscono il controllo del mezzo anche in un eventuale frenata. Assumi invece una posizione aerodinamica, senza diminuire il controllo della strada, accertati di avere sempre sotto controllo ambedue i freni, e nel caso non vi fosse bisogno di pedalare ricordati di essere pronta a sollevare il pedale del lato piega nelle curve!
Il casco è d'obbligo nella bici da corsa a maggior ragione se si sa di dover affrontare lunghe discese con velocità elevate.


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